170
Yektion 35.
Oggi vale vent’una lira e trenta
centesimi, e domani varrä
forse di pil.
Mi dia quello che tiene in mano.
Mi pare che sia la prima casa
che si vede laggiü (Dort aull-_
ten) dirimpette al palazzo.
Mi duole di non poterle dare E sempre meglio che non
una migliore nuova! averne alcuna.
Vorrei comperar alcuni sigari! Glienedard uno io; venga con me
Non sa dirmi, dove si vende sotto quel portone, accid che
tabacco? possa anche darle del fuoco.
Avete aperto le finestre? Le aprird subito.
E morto l’ammalato? No, no. Speriamo anzi che
non morra.
Quanto vale oggi un pezzo da
venti franchit
Lefeftüek.
Sonetto all’ Italia.
(Filicaja.)*)
Italia, o Italia, tu cui feo la sorte
Dono infelice di bellezza, onde hai
Funesta dote d’infiniti guai
Che in fronte seritti per gran doglia porte:
O fossi tu men bella, o almen piü forte,
Onde assai pilı ti paventasse, 0 assal
Ti amasse men chi del tuo bello ai rai
Par che si strugga e pur ti sfida a morte 1**
Che or giü dalle Alpi non vedrei torrenti
Scender d’armati, ne di sangue tinta
Bever l’onda del Po gällici armenti.
Ne te vedrei, del non tuo ferro cinta,
Pugnar col braccio di straniere genti
Per servir sempre, 0 vincitrice, o vinta.
paventare, fürchten.
assal — meno, viel weniger,
il bello fiatt la bellezza.
rail ftatt raygi, Strahlen.
pare von par6re
strüggersi, vor Schnfucht vergehen.
sfidare, bebroben.
che, Damit.
gu, herab.
U torrente, der Strom.
Feo fiatt fece, 8
il dono, bas Sefcheuf.
onde, Wwobirch,
la dote, die Mitgift.
i guai (p/.) das Unbeif, die Schmers:
la fronte, die Stirne. en.
seritto, gejchrieben, .
porte {poet, für porti vb. portare), _
almeno, wenigftens. (tragen,
forte, {tarf.
Vincenzo da Filicaja 1612—1707,
Die Conftvuktion if: Onde (damit) chi (= colui che; pare che
si strugga ai rail del tuo bello e che nure ti sfida a morte, ti paventassae
assal Dil O ti amasse assai meno.
a \